Dopo 36 ore di programmazione è il team composto da Mattia Grotti, Giulio Scalia, Simone Palombi, Mauro Guerrera, Edoardo Giusto ed Edrian Jose Quintos ad aggiudicarsi, con il progetto KODALI BAND, il Premio miglior hardware ed il Premio miglior design.

Simone Palombi, membro del team, ci racconta il progetto.

Che cos’è “KODALI BAND”?

Il KODALI BAND è un braccialetto che permette di creare musica attraverso i movimenti del polso. Il dispositivo, collegato tramite bluetooth al proprio smartphone, riconosce i movimenti del polso e, a ciascuno di essi, attribuisce un suono differente”.

Com’è nata l’idea?

Cosa non fosse ancora sul mercato e ci siamo accorti che la musica era l’ambiente meno esplorato nell’ambito delle tecnologie wearable. Eravamo a conoscenza di alcuni studi relativi alla possibilità di poter comporre musica semplicemente attraverso i gesti e grazie all’hackathon del WTT abbiamo deciso di provare a mettere in pratica queste teorie”.

Quali saranno i prossimi passi per sviluppare l’idea?

Per il momento il primo passo fondamentale sarà quello di partecipare al Wearable Tech Torino, dove avremo la possibilità di presentare durante la conferenza di chiusura il nostro progetto. Dopodiché dovremo capire tutti i possibili ambiti di applicazione del nostro dispositivo e provare a commercializzarlo”.

Qual è secondo te il futuro dei wearable?

Credo che in futuro la tecnologia si svilupperà per semplificare ulteriormente la vita delle persone e per agevolarne alcune attività. Partendo da questo presupposto, si capisce quanto i wearable potranno, in un futuro non troppo lontano, inserirsi nella realtà quotidiana di ognuno di noi.